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Smerillo (FM)

Distanza: 7,5km – circa 12 min

Storia

Smerillo sorge su un crinale roccioso a 806 metri s.l.m., è un balcone naturale di straordinaria bellezza che spazia a 360 gradi. Ad est domina tutto il fermano fino al mare, la vallata del Tenna e dell’Aso fino alle coste abruzzesi; ad ovest si contemplano le vette dei Monti Sibillini; a nord le colline maceratesi fino ad arrivare al Monte Conero; a sud lo sguardo arriva fino ai monti della Laga ed al Gran Sasso.
Il nome Smerillo sembra derivare da un falco, lo Smeriglio (Falco columbarius), che popolava le numerose cavità presenti nella roccia dominata dal paese. Non si sa con sicurezza l’origine del Castello di Smerillo, alcuni pensano che sia nato al tempo dei romani in quanto nel suo territorio sono state trovate numerose monete romane.
Ma i primi documenti scritti arrivati fino a noi sono datati intorno al 1100 e riguardano soprattutto le vicende del casato che governò il castello. I signori di Smerillo discendevano dal conte Alberto (il più antico rappresentante del casato dei signori di Smerillo di cui si ha notizia) che alla fine del 1100 risulta livellario dell’abbazia sabina di Santa Maria di Farfa di Santa Vittoria in Matenano per cui pagava ai monaci un canone annuo per il Castello di Smerillo.
I signori di Smerillo erano imparentati con il casato che dominava il castello di Montepassillo (Comunanza), inoltre possedevano la giurisdizione su un ampio territorio diviso attualmente tra i comuni di Comunanza, Amandola, Monte Monaco, Monte Fortino.
Alla fine del 1200 la crisi economica che aveva colpito i signori di Smerillo, costrinse a vendere le loro quote del territorio al Comune di Fermo, in cambio dell’esenzione al pagamento delle imposte sui beni personali.
Il Comune di Fermo si assicurò così la giurisdizione del castello di Smerillo e nel 1298 impose a Smerillo le istituzioni comunali dandogli la libertà e la cittadinanza fermana. Smerillo, come gli altri comuni soggetti a Fermo, fu abbastanza autonomo in quanto il Comune di Fermo interveniva solo negli affari di maggiore importanza.
Alla fine del 1300 due smerillesi che custodivano la rocca per conto del comune, si ribellarono a Fermo e consegnarono Smerillo ai Duchi di Camerino che volevano estendere il loro dominio nella vallata del Tenna e Smerillo godeva di una posizione strategica per il loro scopo, Fermo però riuscì a riprendere il controllo del castello. Intanto Smerillo e il territorio circostante furono annessi allo Stato della Chiesa prima e al regno d’Italia poi.
Dal punto di vista architettonico Smerillo si doveva presentare con due strutture urbanistiche distinte ma complementari tra loro: la prima (l’attuale “rocca”) dove si trovavano le abitazioni dei signori e la seconda dove si trovavano le case del popolo. Lo spazio riservato ai signori era protetto su tre lati da una cinta muraria con delle torri, mentre il quarto lato era privo di fortificazioni in quanto era affacciato sulla rupe. Il borgo dove si trovavano le case dei contadini era privo di fortificazioni e le case erano disposte lungo la via principale che portava alla dimora dei signori, (struttura architettonica ancora attuale). Successivamente fu costruita una cinta muraria anche intorno al borgo con due porte di ingresso ancora oggi ben visibili.
Attualmente Smerillo si presenta con un abitato piccolo, dalle forme urbane semplici e pulite, in gran parte in pietra. Sulla piazza vi è la Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, mentre nella via principale, verso la parte alta del paese, si trova la Chiesa di S. Caterina (XIV sec.) in stile romanico. Resti dell’antico cassero del castello sorgono in vetta al paese.
Lembi di mura medioevali si ergono ancora lungo la strada d’accesso ed in altre zone del paese, dove è ancora visibile la Porta Nord.

Distribuite nel territorio comunale vi sono cinque nuclei frazionali: Durano, Ceresola, Castorano (di chiare origini longobarde), San Martino al Faggio e Val di Tenna.
La Chiesa di S. Martino al Faggio presenta una torre romanica, al cui interno si trovano tele del 1500 tra cui La Veronica ed il Miracolo della S. Croce di Ludovico Urbani.

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